|
)
Un modo liberale per finanziare i partiti
Prealpina del 120906
L’8x1000 per i partiti, basta finanziamento pubblico
Due volte a settimana circa ricevo messaggi email da Russ Feingold, colui che molto
probabilmente nel 2008 sarà tra i candidati alle primarie del partito Democratico per la
presidenza USA. Non sono amico di Russ, sono solo uno dei tanti nomi nella sua infinita
mailing list. Ho conosciuto Russ ad una festa organizzata a Hollywood dallo Young
Progressive Movement. Russ si serve come tutti gli altri politici americani delle mailing list e
delle feste per promuovere la propria politica. Mailing list e feste hanno un obiettivo preciso,
quello di entusiasmare e raccogliere consensi. I nostri politici farebbero bene ad andare a
scuola in America, invece di farci dormire con discorsi vuoti, tristi e poveri di entusiasmo. Ci
ha provato Berlusconi, ma ha confuso, per ragioni certamente discutibili, l’entusiasmo con le
favole. In verità, feste e mailing hanno un obiettivo meno evidente ma più importante, che
dipende infatti molto dall’entusiasmo e dalla motivazione che sanno creare: i soldi. Attraverso
feste e mailing i politici americani guidati da uno staff di professionisti del marketing e del
fundraising sono in grado di raccogliere diversi milioni di dollari. Della festa che ho
accennato, a parte le bellissime star di Hollywood, mi ha colpito la facilità con cui queste
persone facevano donazioni. E credetemi, chi conosce la politica USA lo sa bene, non è un
fenomeno ristretto unicamente alle fasce facoltose della popolazione. Anche tra gli americani
medi il fenomeno si ripete, naturalmente cambiano le somme, ma resta il gesto. Gli americani
o una buona fetta di essi partecipa al mantenimento della politica e dei suoi costi, partecipa a
mantenere la democrazia, e lo fa direttamente senza che lo Stato medi. I partiti sopravvivono
perché i cittadini donano somme di denaro. Il successo di un partito e di un politico deriva
anche dalla capacità di reperire denaro, che a sua volta dipende dall’abilità di ambire,
produrre idee vincenti, di convincere, di motivare, ma soprattutto di portare a casa risultati
concreti. Questi sono gli USA.
In Italia le cose funzionano diversamente. La storia del finanziamento pubblico dei partiti è
cosa risaputa. Nonostante le dure battaglie liberali e radicali è rimasta immutata nella
sostanza. L’idea è che lo Stato – non i cittadini liberi e responsabili – deve mantenere la
democrazia e il pluralismo, pagandone i costi. Lo stato sarebbero i cittadini verrebbe da
pensare, ma così non è. Lo stato sono i rappresentanti dei cittadini, eletti si, ma attraverso un
sistema perverso che si autoriproduce. I rappresentanti eletti decidono di assegnarsi somme di
denaro sulla base di un costo che sono loro stessi a stabilire e non il mercato della
competizione politica. Così facendo, i soldi arrivano sempre nelle tasche degli stessi che
naturalmente sono in grado di costruire macchine politiche migliori degli altri, che perciò
vincono le elezioni e si accaparrano ancora altro denaro pubblico. E’ evidentemente una
politica senza competizione, dove il cittadino può scegliere solo tra quelli che essendosi
assegnati i soldi, sono in grado di costruire una macchina politica. Non importa quanto quella
macchina funzioni, sprechi. Non importa se c’è un messaggio, se motiva e entusiasma. I fatti
lo dimostrano, la politica italiana costa cifre sproporzionate e produce risultati disastrosi.
Perché un partito non può funzionare organizzativamente come un’azienda che spende ed
incassa in modo razionale, altrimenti chiude i battenti? Perché i cittadini non possono
assegnare direttamente quanto vogliono al partito o movimento politico che vogliono? Perché
negli USA posso decidere di dare i miei 10, 100, 1000$ a Tizio o Caio, mentre in Italia devo,
attraverso le tasse che pago, mantenere la struttura obsoleta di un partito che detesto e di cui
non condivido nulla? E’ il prezzo della democrazia? No, questa è l’usurpazione e la negazione
della mia libertà di scelta che in qualsiasi stato liberale e non comunista o fascista, viene
prima della democrazia.
Ho raccontato del funzionamento della politica italiana a molti professionisti della politica
americana, anche ai così detti Liberal. Anch’essi lo ritengono una violazione della libertà di
scelta di cui gode o dovrebbe godere ciascun individuo. Sono certo che molti italiani
condividono questo pensiero, ma purtroppo si trovano ingabbiati in un sistema dove chi si
propone è lo stesso che stabilisce le regole del gioco. E’ forse giunto il momento di cambiare
veramente le regole, e approfittarne così, per cambiare i giocatori e gli arbitri. L’adozione di
un sistema di partiti autonomi e autofinanziati come quello americano sarebbe forse la scelta
ideale, ma comporterebbe una rivoluzione che il nostro paese non è ancora in grado di
affrontare. E’ perciò suggeribile ipotizzare un passaggio intermedio. A questo proposito
l’esperienza del 8x1000 potrebbe rappresentare una soluzione realizzabile nell’immediato.
Non importa che certi partiti si sentano subito discriminati rispetto a quelli più grandi o
supportati dal grande capitale, perché così non è. Il modello 8x1000 piuttosto difende la scelta
dei cittadini. I partiti sono finalmente obbligati a risparmiare e non sprecare, a razionalizzare,
ma soprattutto a sviluppare progetti politici concreti e realizzarli, naturalmente studiando e
creando entusiasmo e motivazioni. Essi si batteranno per ottenere il supporto dei cittadini e
dovranno studiare – finalmente – le strategie per farlo. Essi non potranno lamentare la scusa
che il più ricco vince, perché così non è. Chi accusa l’altro di avere enormi risorse private
dovrà impegnarsi per ottenere poco ma da tanti piccoli privati. Il tempo delle scuse è finito, è
ora che i partiti si rimbocchino le maniche per trovare consensi con le proprie forze e la
piantino di succhiare quantità indescrivibili di danaro pubblico. Se vogliamo una cultura del
mercato è ora che si liberalizzi anche il sistema della politica.
In questi ultimi mesi si è parlato tanto di Partito Democratico, come sempre lo si è fatto
discutendo della cosa più inutile cioè la forma. Infatti essa garantisce potere e spartizione di
denaro pubblico. E’ invece mia opinione che se si vuole un nuovo soggetto che possa
distinguersi nella sostanza, la proposta del 8x1000 potrebbe essere il trampolino di lancio. Se i
democratici americani sono un modello, allora si cammini sulle proprie gambe come fanno
loro. Cari politici se volete il mio supporto economico, dovete convincermi, con le parole e i
fatti, e un po’ di entusiasmo come fa Russ con le sue email. Fino ad oggi mi avete dato la
nausea.
Pietro Paganini
Political Officer European Liberal Youth
|
|