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APPELLO PER LA COSTITUENTE DEI LIBERALI

La Federazione dei Liberali rivolge un appello a tutti coloro che operano come singoli o associati nell'area liberale perché vogliano, pur mantenendo la rispettiva autonomia, dare vita ad un raggruppamento politico unitario, la “COSTITUENTE DEI LIBERALI”, a sostegno degli indirizzi che seguono.
Noi cittadini liberi vogliamo far crescere la libertà di ognuno in una società pluralista, multietnica e democraticamente conflittuale.
Il nostro obbiettivo è costruire regole di convivenza che aumentino le opportunità individuali dei cittadini nel segno della diversità e della tolleranza, e di vigilare che la libertà non sia un diritto teorico per alcuni ma una effettiva condizione di vita per ciascuno.
La libertà politica è il solo strumento che comprende il tempo e che dunque è in sintonia con la vita.
Noi adottiamo i valori e il metodo liberaldemocratici e laici, perché, alle prove della storia, si sono dimostrati i mezzi più efficaci per molteplici obbiettivi: dare modo ad ogni donna e ad ogni uomo di esprimere sé stesso e interagire con gli altri, potenziare la conoscenza affidando la libertà di ricerca a scienzati responsabili e trasparenti, promuovere il benessere con il cambiamento innovativo, amministrare la giustizia in nome del diritto e della dignità umana, tutelare gli equilibri ambientali, influenzare il futuro poggiando sulla memoria del passato e sulla sua eredità di cultura e di bellezza.
Noi sosteniamo quella concezione del mondo pluralista e multipolare, fondata sulle differenze e contrapposta al pensiero uguale per tutti e al conformismo comunitario, che caratterizza l’Internazionale Liberale e il Partito Europeo dei Liberali-ELDR, strutturalmente a fianco di chi si batte per la libertà dell’individuo e per la società aperta.
In Italia, ci proponiamo di recuperare quella tradizione culturale colpevolmente messa ai margini, che va da Gobetti, ai fratelli Rosselli, al liberalismo di Benedetto Croce, di Luigi Einaudi e di Norberto Bobbio, alle battaglie civili di Antonio Baslini, e che comprende l’europeismo di Altiero Spinelli, il pensiero federalista di Carlo Cattaneo, l’azionismo di Ernesto Rossi.
Una tradizione feconda, che al di là delle distinzioni, ha una solida ispirazione comune nel fare della libertà dei cittadini il pernio della politica.
Questa nostra comune identità politica e metodologica si traduce in alcuni criteri fondamentali che mirano a massimizzare l’interesse e i diritti dei cittadini nei rapporti con lo Stato:

1 La laicità delle istituzioni , vale a dire quella separazione delle scelte politiche dalle questioni religiose che è stata alla base dello sviluppo delle società libere e che costituisce la strada maestra per contrastare efficacemente l’attuale drammatica sfida dei fondamentalismi; la laicità delle istituzioni assicura l'esercizio della piena libertà religiosa senza privilegi a favore di qualunque confessione e dunque rende superato e controproducente ogni strumento concordatario;

2 La frantumazione del potere, vale a dire la strategia di creare poteri istituzionali in equilibrio tra loro, di favorire la concorrenza tra le iniziative produttive e di promuovere la continua apertura del circuito dello scambio sociale;

3 L’attitudine alla modernizzazione, vale a dire la consapevolezza che è illusorio affidarsi alle identità statiche modellate sul passato; il modo migliore di governare la modernizzazione è assecondarla, esattamente l’opposto dell’utilizzare le tecnologie da essa introdotte rifiutandone al contempo lo spirito; modernizzare è educare al senso critico e al senso civico e diffonderli attraverso il rilancio della scuola pubblica che ha questa funzione specifica ed irrinunciabile;

4 La scelta di fondare la governabilità sul cambiamento, che è il motore per ampliare l’area delle libertà materiali e spirituali, facendo insieme attenzione a rifuggire il conformismo, che non è mai la chiave del governare liberale;

5 Il costante approccio alle questioni che attengono la vita pubblica ad ogni livello, val????»?utando prima i problemi nella loro specificità e non in chiave meramente ideologica, e individuando poi in modo analogo le scelte opportune per irrobustire la libertà;

6 Un forte impegno per costruire gli Stati Uniti di Europa, dotati di proprie istituzioni democratiche federali e laiche direttamente legittimate; gli Stati Uniti di Europa, forti dell’Unione economica e monetaria raggiunta e purché sia riconosciuta pari dignità tra gli stati componenti, sono la sola dimensione adatta, nel quadro occidentale, per influire sui processi di mutamento globale, per salvaguardare il sistema sociale capace di coniugare libertà, uguaglianza, equità, innovazione, e per sostenere un processo di allargamento che valorizzi l’identità dell’Europa e le sue specificità politiche e civili senza fughe in avanti e senza soste;

7 L’onestà nella gestione della cosa pubblica come dato acquisito e certo, non dimenticando come altrettanto acquisite e certe le capacità individuali, le competenze, le professionalità con le quali si gestiscono gli interessi della cittadinanza;

8 L’affidare ai cittadini italiani la scelta diretta, senza peraltro uscire dai principi parlamentari, dei fondamentali indirizzi programmatici di governo e delle persone chiamati ad attuarli e al tempo stesso, tramite le primarie, affidare loro la scelta delle candidature per impedire che la cieca fedeltà ad un padrone, persona fisica, associazione o partito, sia la garanzia di accesso ad una qualsiasi carica istituzionale;

9 La valorizzazione della tendenza dei cittadini ad autoorganizzarsi per il controllo dei prezzi al consumo e per una tutela dei bisogni sociali di base sempre più contraddistinta dalla qualità e dalla personalizzazione; contestualmente, la istituzionalizzazione di un sistema di Governo della Nazione improntato al principio della sussidiarietà e, quindi, del federalismo;

10 Un federalismo funzionante, che non dissolva ma ridefinisca le strutture dello Stato di fronte alle sfide dell’integrazione europea e che dunque sia modellato su uno ????»?spirito di autonomia diffuso eppure attento ai legami unitari, non abbia competenze sovrapposte e preveda autonome risorse fiscali correlate alle competenze attribuite, non aumenti i dipendenti pubblici ma li redistribuisca e configuri sul territorio istituzioni più capaci di autogoverno e insieme di reciproca collaborazione, più vicine al cittadino e meglio da lui controllate;

11 La parità dei diversi gruppi nel dibattito politico, che deve essere assoluta quando si tratta di propaganda elettorale televisiva; la forte attenzione a scongiurare qualsiasi posizione dominante nel settore mediatico, tradizionale e futuribile; l’impegno a sconfiggere l’endemico conflitto di interessi, l’abnorme concentrazione di potere economico e politico, e le eccessive disuguaglianze nell’accesso alle risorse per la politica;

12 La cura meticolosa nel rispetto all’ambiente e nella promozione della salute di ogni cittadino, che sono tratti inscindibili della libertà umana e perciò caratteri essenziali di qualsiasi sviluppo compatibile dei rapporti sociali e dell’economia.

Questa nostra identità politica liberale ci distingue da coloro che, a destra e nella sinistra antagonista e populista, non mettono la libertà prima di tutto e non si comportano in modo ad essa coerente.
Chi non ha questa nostra identità finisce per adottare una serie di strategie opposte alla libertà: non si preoccupa di liberalizzare le strutture economiche, è disattento alle conseguenze del malgoverno sui più sfortunati, giudica la Europa un vincolo fastidioso invece di una grande opportunità, sacrifica la partecipazione democratica all’appartenenza di clan se non all’ubbidienza servile, trascura la formazione del senso critico in campo educativo, mina la laicità delle istituzioni usando la fede come fonte legislativa, confonde l’ampliare la democrazia nel mondo con le crociate e la pace con il pacifismo, favorisce i privilegi delle corporazioni, esclude dalle priorità la tutela della bellezza e dei beni culturali ed ambientali, riduce la politica a promesse senza curarsi di mantenerle.
Chi adotta queste strategie non è liberale, chi è liberale non le adotta.
Con la “COSTITUENTE DEI LIBERALI” , noi cittadini liberi intendiamo avviare l’indifferibile riequilibrio della politica italiana consentendo a tutti i liberali, credenti e non, di agire in politica con fermezza e consequenzialità e di puntare ad attuare i principi della libertà attiva e della cittadinanza responsabile per un presente aperto al domani.
Questo nostro intento è dirimente quanto alle elezioni politiche 2006.
L’alleanza di centro destra, per il suo fondamento politico culturale - oltretutto ammiccante alle suggestioni xenofobe ed antieuropee – è naturalmente distinta dal liberalismo, e per la sua pratica di governo è con esso del tutto incompatibile.
La tangibile esperienza del governo Berlusconi, a parte le leggi ad personam e alcune riforme di struttura nel complesso inadeguate, ha attivato un pernicioso processo di diseducazione civile dal quale è necessario liberare l’Italia.
La COSTITUENTE DEI LIBERALI si pone l’obiettivo non solo di battere il centro destra ma di promuovere una governabilità attenta al metodo liberale.
Per raggiungere questi obbiettivi, si impegnerà per allargare la coalizione dell’Unione alla autonoma componente liberale, in modo che si possa elaborare, tardivamente ma in tempo utile, una piattaforma di governo in cui siano riconoscibili i liberali, la loro mentalità e le loro proposte.

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