Il VI Congresso Nazionale della FdL, riunito in Roma il 18 e 19 gennaio 2003 sotto la Presidenza di Valerio Zanone, Udita la relazione del Segretario uscente Raffaello Morelli, la approva unitamente al manifesto seguente.
I Liberali intendono caratterizzarsi per la convinzione che la carenza di liberalismo sia la principale malattia di cui soffre il nostro paese e per la responsabilità di far crescere le idee e il metodo liberali politicamente organizzati per far crescere lItalia.
Per i Liberali la libertà è la più efficace costruttrice del processo di emancipazione umana e di libera convivenza e dunque è la naturale avversaria del privilegio che, nelle sue molteplici forme, ne impedisce unapplicazione più diffusa e più ampia. Limportanza che la lotta al privilegio ha per i Liberali, è dirimente circa la collocazione della FDL nei confronti del Governo. I Liberali non possono che essere allopposizione perché, nellesperienza di un anno e mezzo del governo in carica, ha trovato conferma quanto affermato dal V Congresso FDL e cioè che le proposte ed i comportamenti della Casa delle Libertà complicano i problemi del Paese introducendo ulteriori elementi di illibertà, come la abnorme concentrazione nelle mani di una sola persona di potere economico e politico, il monopolio gestionale di fatto dei mezzi di informazione televisiva, il misurare il diritto alla propaganda politica sulla forza elettorale di ciascun partito.
A causa del conflitto di interessi il giudizio di natura politica su aspetti assai importanti della vita pubblica- dalle leggi che modificano strutture rilevanti nel settore della giustizia o in quello societario e fiscale fino agli assetti della televisione di Stato viene forzatamente depistato dal merito delle norme perché inestricabilmente connesso al non infondato dubbio sulla strumentalità dei provvedimenti a fini personali. La conseguenza è che la piena legittimità giuridica del Governo, che è e resta indubitabile, non si accompagna a quella affidabilità politico-morale anche presso gli oppositori e presso settori non trascurabili dellopinione pubblica, che in una liberaldemocrazia è essenziale per governare, specie in passaggi complicati della vita socio-economica.
I Liberali si oppongono per costruire, non per distruggere. Al fine di costruire la FdL si dedicherà prevalentemente a illustrare e far conoscere con tutti i mezzi disponibili : 1)I principi che ritengono imprescindibili sia da rapporti di convivenza tra cittadini, sia da qualsiasi attività economica, professionale, culturale, sociale, sindacale, politica di governo come di opposizione; perché ciascuna sia degna di un paese civile e promotrice di reale progresso in tutti i campi e di reale libertà; 2)Le soluzioni che, secondo quei principi e quei fini di concreto sviluppo ritengono di proporre allattenzione dellopinione pubblica degli uomini e donne che si dedicano particolarmente ad affrontare i complessi e gli intricati problemi politici e sociali di questo nostro tempo.
I liberali riconoscono lopportunità - perché la già impegnativa opera di illustrazione e diffusione dei principi e soluzioni davvero liberali, quali occorrono per risanare il clima di opportunismi politici e di rincorsa a posizione di potere e spesso di privilegio, o di pura vanità, che tengono in subordine gli intenti di guida verso il meglio di cittadini così male amministrati e difesi da troppi decenni, si svolga con il massimo di evidenza e di efficacia, solo dalle quali è possibile e giusto aspettarsi incremento di adesioni e consensi a vantaggio dello sviluppo comune - di evitare confluenze a destra o sinistra prima che le posizioni liberali siano ben chiare e ben affermate, come principi e idee, se non ancora come uomini operanti secondo essi. In ogni caso nulla preclude che si affrontino le gare elettorali, per rendere evidenti, anche se non ancora vittoriosi, gli uomini portatori di quei principi e di quelle idee e soluzioni.
Unarea liberale di cui la FDL voglia essere componente fondatrice deve seguire le seguenti linee politiche: 1.Realizzazione di una struttura statuale leggera, di uno stato, cioè, nel quale siano trasferiti a soggetti pubblici e privati intermedi funzioni e competenze non di stretto interesse nazionale. 2.Rigorosa divisione tra i poteri dello Stato, che garantisca lautonomia della magistratura inquirente dallEsecutivo, ma ove la medesima sia autonoma e distinta da quella giudicante. 3.Primato delleconomia di mercato, entro regole chiare e certe, al fine di garantire la coerenza sociale volta alla tutela dei gruppi deboli quali quelli rappresentati dai disoccupati, dai giovani in cerca di prima occupazione, dagli anziani, dai disabili. Tutela che. i liberali, unitamente al Movimento Italiano per la Coerenza Sociale, hanno garantito attraverso difese giudiziarie di disabili ed assicureranno con la costituzione di unassociazione a tutela di disabili medesimi. 4.Garanzia per una civile convivenza tra i cittadini, a prescindere dalle loro differenze di cultura, di religione, di razza. 5.Tutela dellecosistema naturale, che deve concretarsi secondo un ambientalismo liberale, per il quale la natura è con luomo e non luomo per la natura; un ambientalismo nel quale lindividuo deve adoperarsi affinché tutti i paesi del mondo adottino misure adeguate alla non rinviabile difesa della Terra. 6.Introduzione di una normativa che assicuri una maggiore flessibilità per lentrata e luscita dal mondo del lavoro. Infatti, solo trasformando in senso meno assoluto ed intangibile le garanzie di chi ha già un posto di lavoro si potranno assicurare nuove opportunità occupazionali a coloro, soprattutto tra i giovani, i quali stentano a trovare una prima occupazione. 7.Una politica di robusti investimenti per una ricerca scientifica che impedisca la fuga di risorse tecniche ed intellettuali e per ununiversità libera da qualsiasi vincolo ideologico ed integrata sinergicamente nella società. 8.Una scuola libera, che garantisca ai cittadini gli strumenti critici necessari per lo sviluppo di una società sempre più aperta.
La strada dellopposizione dei liberali vuol portare a far convergere tutti coloro che per organizzare oggi la convivenza vogliono ladozione almeno parziale di essenziali strumenti liberali, che siano in grado di avviare un risorgimento liberale della società. Questa convergenza non può avvenire attraverso le forme dellassemblearismo e delle improvvisazioni girotondiste e nemmeno allinterno di un indistinto ulivismo, le une lontane dai metodi liberali di formazione della volontà politica e laltro lontano dalle esigenze liberale di valorizzare la ricchezza delle culture politiche. Quel che più conta, girotondismo e ulivismo indistinto favoriscono il berlusconismo perché non portano a definire un progetto politico sociale altenativo.
I Girotondi cercano di dar risposta ad una diffusa voglia di partecipazione puntando alla raccolta emotiva e senza porsi il problema di un programma praticabile di opposizione.
Lulivismo indistinto è stato e continua ad essere lossessione che ha condannato lUlivo, prima allinvoluzione, poi alla sconfitta ed ora ad una opposizione che scalcia impotente.Più ci si incaponisce nellulivismo indistinto e più lUlivo si frantuma politicamente e tende ad esaurirsi nel rituale inseguimento del fantasma di una unità che non si trova e non si può trovare .- proprio su quello che più conta, e cioè sullanimo politico programmatico.
I liberali non si sottraggono mai a confronti e dibattiti che siano davvero tali, tanto che insieme alla conferma della propria funzione autonoma, continuano ad operarsi per promuovere laggregazione di tutti i liberali, i laici e i radicali, per poter meglio interloquire con le altre forze politiche che intendono fare opposizione, e seguono con attenzione il processo di costituzione della Margherita, ove, nonostante gli auspici, appare tuttavia difficile la possibilità di svolgimento e di identificazione di una funzione liberale. Oltretutto, deprimere la proposta liberale rende più difficile il formarsi di un punto di riferimento di quelle opinioni deluse dalla politica del Governo.
La FdL è fermamente convinta che la strada dellopposizione liberale passa per lo sforzo di aggregare i liberali, democratici, repubblicani, radicali, laici , riformatori e di sviluppare così una Grande Alleanza imperniata sul primato della libertà che punti ad avviare la riforma e lammodernamento della Repubblica. E il disegno che ha avuto la prima tappa nella costituzione, insieme ad altri movimenti dellArea Liberal, che riteniamo la strada maestra per far tornare a votare chi non lo fa e per dare rappresentanza nelle scelte a quanti oggi se ne sentono privi. Anche in Italia, come nei principali Paesi europei, è necessario ottenere una rappresentanza parlamentare autonoma liberal democratica riformatrice.
La Grande Alleanza di questi gruppi è la strada maestra per dare a tutti coloro che si rifanno ai valori della società civile, dei liberal democratici riformatori, dellambientalismo non fondamentalista, il coraggio di mettersi alla prova, per avviare un risorgimento liberale della società. Questa area non è riducibile ad un sottoinsieme della sinistra, non è confondibile con la destra conservatrice, non è disposta ad affidare la costruzione politica della convivenza a parametri di carattere religioso. E la sola risorsa cui attingere, in termini di coltura e di bacino elettorale , per sviluppare una opposizione liberale che sia lopposizione dei liberali.
Questi sei punti sono i geni costitutivi dellopposizione dei liberali. I -I liberali vogliono innanzi tutto uno stato che non imponga comportamenti dettati da particolari comunità politiche, ideologiche o religiose. II -Vogliono una Unione Europea che fondi la sua costituzione sui valori di cittadinanza libera e tollerante per far crescere ancora il grande disegno della collaborazione di culture diverse e che adotti strutture istituzionali atte ad andar oltre i rapporti tra Nazioni. III - Propongono un incompatibilità assoluta tra mandato parlamentare e incarichi di governo. IV -Sostengono una scuola laica che educhi al senso critico e formi soprattutto buoni cittadini della Repubblica. V - Propongono una economia di mercato fondata sulla libera concorrenza e un nuovo sistema di norme per un intervento dello Stato che, senza orientare il mercato verso direttrici prefissate, ne moderi gli eccessi anarchici per lequa tutela ai gruppi sociali più deboli e marginali, e la cessione sul mercato di tutte le partecipazioni azionarie del tesoro. VI - Sostengono limportanza di robusti investimenti in una Università liberata dalle baronie universitarie e in una ricerca scientifica auto regolamentata e libera da vincoli di ordine religioso.
Nei prossimi mesi, i liberali dedicheranno ogni energia allimpegno per diffondere e divulgare la mentalità e le proposte liberali in unarea più vasta. Con lobiettivo di supportare questarea alle elezioni europee, elezioni che, qualunque sarà la legge elettorale, più si prestano a focalizzare lattenzione sul confronto tra i filoni culturali.