PULSIONI SUICIDE: NEI DS PERSISTONO
Il 3 novembre 1998 scrivevamo su questo sito :
La sinistra non laica e quei moderati ossessionati dal fare i dispetti a Berlusconi, hanno ancora una volta esibito le pulsioni suicide del centro sinistra. La bocciatura della commissione di inchiesta su Tangentopoli richiesta dal Polo, non solo è senza precedenti parlamenari ma smentisce clamorosamente la scelta indicata nella Tesi n.2 della piattaforma programmatica dell'Ulivo :
" Le nuove garanzie per le opposizioni, per bilanciare il carattere chiaramente maggioritario del sistema, comprendono la introduzione di Commissioni Parlamentari di inchiesta su deliberazione di un quarto dei membri di ciascuna Camera."
Questo modo irragionevole di chiudersi alle richieste dell'opposizione - discutibili ma certo legittime e per di più su una materia dai risvolti socioculturali ancora da capire fino in fondo - sicuramente non giova alla causa di un progetto riformatore di tipo liberale.
Per un anno la
situazione è restata sostanzialmente la stessa. Poi la sentenza
di Perugia - che ha scagionato Andreotti e tutti gli altri
imputati del delitto Pecorelli - ha indotto perfino il sen. Di
Pietro, prima accanito avversario della Commissione su
Tangentopoli, a rilanciare lui stesso l'esigenza di costituirla,
per fare finalmente chiarezza, non in termini giudiziari ma in
termini politici, sul condizioni di una corruzione pubblica
diffusa nel nostro paese. Gli unici che si sono detti ancora
decisamente contrari sono i DS, che con il responsabile giustizia
on. Leoni hanno rispolverato il solito armamentario dell'attacco
alla magistratura.
Evidentemente, tra i molti modi per
suicidarsi, i DS hanno scelto quello di sottrarsi al
giudizio sul loro passato.
29 settembre 1999