di Raffaello Morelli
LAppello lanciato da Salvati per il Partito Democratico è una esercitazione illuministica inutilizzabile per costruire una alternativa politica al berlusconismo. Anzi è un anello ulteriore che allunga la catena delle utopie - dallindignazione permanente girotondina allantagonismo della sinistra dura e disubbidiente che da anni prepara e perpetua il successo di Berlusconi e del suo centro destra.
Nei suoi articoli Michele Salvati non traccia affatto una via per costruire il soggetto politico che dice di volere. Al contrario esprime solo un desiderio emozionale, quello di veder nascere " un equivalente funzionale di un grande partito socialista democratico egemone sulintero spettro del centro sinistra"(parole sue). Ma in un sistema maggioritario la questione chiave è costruire una piattaforma che i cittadini riluttanti a votare per partito preso percepiscano come una proposta e uno stile di governo del Paese credibili. E questo non si può ottenere decidendo a tavolino un nuovo soggetto politico che sia figlio di nessuno (lindistinzione del filone culturale ne è lassunto distintivo) e al tempo stesso furbescamente ammiccante ai potenti di un tempo ( le grandi chiese del postmarxismo ds e del popolarismo ex dc con i loro tradizionali modi di essere ). Questa è la via maestra per incentivare le scelte di voto da una parte di chi rifugge lidea che si possa governare al servizio di tutti i cittadini individuo e dallaltra di chi non giudica un passo avanti i confusi rimescolamenti dei gattopardi di fatto conservatori. Risultato, il centro destra arriva comunque primo alle politiche ( viene il dubbio che lattenzione del Foglio alla proposta Salvati non sia disinteressata).
Chi voglia ancora competere decentemente ad una tornata elettorale puntando a battere il berlusconismo, deve partire dai dati di fatto reali e operare di conseguenza nei prossimi tre anni. I dati di fatto sono che le anime della opposizione a Berlusconi appartengono a filoni culturali ( molto) differenti, che lomologazione è impossibile ( oltre che del tutto illiberale) e che lamalgama si può ottenere solo attraverso un duro lavoro politico di costruzione giorno per giorno della piattaforma-proposta alternativa di governo. In questo lavoro di costruzione non si può rifiutare, dichiaratamente o con artifizi più o meno ipocriti, lapporto e le impostazioni del mondo politico culturale dei liberali, dei laici, dei riformatori, addirittura pretendendo di averne in proprio la rappresentanza. Né si possono nel frattempo tenere comportamenti parlamentari o politici di continuo oscillanti e privi di reale volontà di mettere in gioco la propria capacità di direzione democratica. Solo dopo questo lavoro e questa coerenza di atteggiamenti, si porrà la questione della leadership. Che per lappunto sarà tanto più risolubile quanto più sarà maturato bene lamalgama.
Una ultima osservazione. La proposta di Michele Salvati è lultima incarnazione del pervicace mito dellulivismo indistinto che da sette anni avvinghia la coalizione di centro sinistra. Questo mito noi lo criticammo subito direttamente ai vertici dellUlivo. La replica dei fatti ha mostrato che le preoccupazioni erano fondate. Oggi sarebbe diabolico perseverare nellerrore. O meglio masochistico.
Aprile 2003