SEGNI DI VITA, SEGNALI DI PACE
Un progetto della regione Toscana
Afflitto da unilateralità ed inutile per la pace


Gadiele Polacco, componente la Giunta Esecutiva della FdL, ha scritto una lettera al Presidente della regione toscana, Claudio Martini, dichiarandosi "allibito" che un "pur lodevole progetto umanitario", Segni di vita, Segnali di Pace, finanziato anche dalla Regione Toscana e da alcuni enti locali del territorio nell’area israelo-palestinese, non comprenda tra gli enti benediciari alcuna entità israeliana di parte ebraica (gli Ospedali Italiani citati sono gestiti da benemeriti enti cattolici ). Ciò, sottolinea Polacco, fa intendere che la Regione Toscana sia convinta che gli inermi civili israeliani (ebrei e alcuni stranieri) trucidati dai terroristi palestinesi non sono vittime al pari degli innocenti civili che muoiono nei Territori Palestinesi ed in Irak.

Particolarmente inquietante, pero', e' rilevare come tra i soggetti supportati vi sia una sinistra scuola materna "Al Bir Society FOR MARTYR'S SONS" di Gerico, dove come "Martiri" – teme Polacco - si definiscono quei terroristi suicidi che producono regolarmente morti tra i civili in Israele. E aggiunge ironico Polacco "Non definisco "vittime" detti morti, in "ossequio" alla linea ufficiale della nostra Regione". Non basta. "La nostra Regione – scrive Polacco – precorre anche i tempi ed in luogo di Territori dell’Autorità Palestinese, parla già di Palestina, attribuendole anche Gerusalemme Est. Che strano il mondo e che strani Clinton,Barak,Arafat,Abu Mazen,Bush,Sharon e tanti altri : discutono, trattano,litigano e non si sono accorti che la Palestina esiste già ed ha Gerusalemme Est come capitale ! "

"La condivisa speranza di uno stato palestinese non può prescindere dalla democrazia e dalla sicurezza per Israele, cose che però non sembrano interessare alla preveggente Regione Toscana. Caro Presidente, l’impianto, i termini, le omertà ed i dubbi che dal Suo progetto di levano tradiscono unilateralità e nostalgia di posizioni superate dalla storia, evidenziando la totale incapacità a porsi quale soggetto equo e credibile, quindi utile ed ascoltato per un progetto di pace."

Livorno, 27 aprile 2003