XX Anniversario

del Manifesto Liberale


Oxford, 1967

Dichiarazione Liberale

Noi liberali di 20 Paesi, riuniti ad Oxford nel XX anniversario del Manifesto Liberale di Oxford del 1947 e della fondazione dell’Internazionale Liberale:riaffermiamo la nostra fede nei principi del liberalismo definiti dal Manifesto di Oxford;constatiamo con soddisfazione che tali principi sono stati ripetutamente fatti propri dalle Nazioni Unite e incorporati nelle costituzioni di molti nuovi Stati sovrani;dichiariamo, alla luce di tali principi, la nostra ragionata opinione sugli sviluppi degli ultimi venti anni.

I

Il compito del liberalismo nella rivoluzione

attuale delle cose umane

1. La rivoluzione che negli ultimi secoli è venuta cambiando il corso delle cose umane, ha guadagnato e continua a guadagnare impeto e forza.

2. Il ritmo sempre più celere dei mutamenti scientifici e tecnici, la cibernetica e l’automazione; l’energia nucleare per la pace o per la guerra; i mezzi di comunicazione di massa; l’esplosione demografica; la rivoluzione nelle aspettative di benessere e di servizi pubblici; l’ordine industriale che va sostituendo in ogni luogo una società prevalentemente rurale e statica; l’accesso di molti popoli alla indipendenza - tutti questi fatti aprono nuove e vaste possibilità di progresso umano. Al tempo stesso, e in un mondo dove si approfondisce il divario fra i paesi del benessere e i paesi tormentati dalla fame e dalla povertà, e dove troppo sovente la libertà è soffocata ed infieriscono la discriminazione e il nazionalismo aggressivo, essi spingono verso concentrazioni del potere, favoriscono forme di oppressione e rendono possibili distruzioni quali il mondo non aveva mai conosciuto o immaginato.

3. Il compito fondamentale del nostro tempo è quello di padroneggiare le nuove forze e di volgerle al servizio dell’uomo. Ciò non può esser fatto con mezzi materiali, ma richiede invece lo sviluppo progressivo, in ogni parte del mondo, di società libere composte di cittadini illuminati e responsabili, adeguatamente difesi attraverso i loro sforzi comuni, contro la paura e il bisogno e contro l’oppressione interna ed esterna. Tali società libere possono essere create e mantenute soltanto con una devozione attiva ed instancabile ai principi del liberalismo.

Decentramento e libertà

4. La cooperazione e le solidarietà fra uomini liberi sono una necessità crescente del mondo moderno. La spinta verso una centralizzazione malsana fomenta peraltro il declino delle istituzioni parlamentari; la dipendenza eccessiva dell’individuo dallo Stato; lo sviluppo di nuove forme di assolutismo e di centri irresponsabili di potere basati su una crescita burocratica incontrollata; la formazione di monopoli pubblici e privati e il carattere restrittivo assunto da non poche combinazioni di datori di lavoro, di lavoratori o di entrambi insieme.

5. Tali tendenze possono essere combattute soltanto facendo valere appassionatamente quella necessità suprema che è la libertà in tutti i suoi aspetti e in particolare

    a) realizzando la massima possibile devoluzione e diffusione del potere nel campo economico, sociale e statale e combattendo con particola decisione contro i monopoli;

    b) garantendo la più ampia molteplicità di espressione e di iniziativa in tutte le cose appartenenti all’educazione, all’istruzione e alla cultura, compresi i mezzi di comunicazione di massa;

    c) mettendo a disposizione di ogni cittadino tutte le informazioni necessarie perché possa formarsi un giudizio obiettivo su tutti gli argomenti di interesse pubblico;

    d) tutelando il diritto delle minoranze di godere delle libertà essenziali indicate nel Manifesto di Oxford;

    e) eliminando ogni forma di discriminazione oppressiva, razziale od altra;

    f) proteggendo l’individuo, isolato o in gruppo, contro ogni forma di spionaggio meccanizzato e di intrusione ingiustificata nella sua vita privata

Politica economica e programmazione

6. La programmazione delle loro attività economiche da parte dei governi è una necessità, ma non deve essere usata per soffocare l’autonomia del settore privato dell’economia, la libera concorrenza e il meccanismo dei prezzi sul libero mercato. Queste condizioni sono fondamentali per assicurare lo sviluppo economico, per portare al più alto livello la produzione e i consumi e quindi per provvedere i beni e i servizi necessari per il progresso sociale in tutti i paesi del mondo.

7. La comunità ha una particolare responsabilità nel proteggere le risorse naturali, i tesori culturali e la bellezza delle città e delle campagne contro uno sfruttamento indiscriminato da parte di interessi pubblici o privati.

8. Una popolazione crescente e che domandi un aumento dei consumi fuori di proporzione con le possibilità effettive, provoca l’inflazione e mette quindi in pericolo, attraverso l’instabilità monetaria, le conquiste sociali ed economiche e il loro progresso. In una democrazia libera ciò può essere evitato solo se lo Stato e tutti i gruppi sociali limitano le loro richieste volontariamente, in modo equilibrato e sistematico. Gli sforzi diretti a tale fine debbono godere un’alta priorità in tutti i paesi.

Cooperazione economica internazionale

9. Nei rapporti economici internazionali sono necessari il libero movimento degli uomini, dei beni, dei capitali e dei servizi; la divisione internazionale del lavoro e la più larga possibile cooperazione fra nazioni nel campo monetario, sociale e tecnologico.

10. Noi approviamo e favoriamo i raggruppamenti economici regionali, a condizione che non divengano strumenti di protezionismo regionale o di sfruttamento economico da parte di un paese a danno di altri, e che non degenerino in buro-tecnocrazie operanti al di fuori di un sistema di controlli democratici.

Eguaglianza e benessere

11. Una parte importante delle maggiori ricchezze disponibili deve essere usata per promuovere l’eguaglianza nei punti di partenza, tanto per l’individuo quanto per le nazioni in tutto il mondo.

L’individuo

12. Per l’individuo, l’azione diretta a promuovere l’eguaglianza nei punti di partenza richiede la sicurezza dai rischi di malattia, disoccupazione, inabilità al lavoro e vecchiaia, e la disponibilità di un’abitazione adeguata.

13. Richiede anche che sia messa a disposizione di tutti, indipendentemente dalla nascita e dai mezzi, la migliore organizzazione scolastica possibile per l’educazione e l’istruzione di ciascuno, tanto fisica quanto intellettuale, tanto umanistica quanto tecnica. A questo fine noi favoriamo la più ampia varietà e scelta di sistemi educativi, a condizione che ogni scuola raggiunga adeguati livelli di efficienza e sia in grado di formare cittadini liberi e responsabili.

14. Richiede altresì che si combatta il sentimento di alienazione dei lavoratori, impiegati ed operai, e che a tal fine essi abbiano il diritto di partecipare nell’andamento e di contribuire alla stabilità e allo sviluppo delle aziende in cui lavorano, e siano messi in grado di acquistare in esse un interesse finanziario.

15. Deve inoltre essere facilitata la regolazione delle nascite, nel pieno rispetto della responsabilità e della libertà di scelta delle singole coppie

Le nazioni

16. Sotto l’aspetto internazionale, l’azione diretta a promuovere l’eguaglianza nei punti di partenza richiede che le nazioni altamente industrializzate pratichino una politica commerciale basata su principi liberali e che tenga adeguato conto delle necessità speciali delle parti più povere del mondo, e che aiutino queste ultime finanziariamente e tecnicamente ad organizzare i loro sistemi scolastici e di sicurezza sociale, a creare le infrastrutture necessarie per l’espansione economica e a promuovere lo sviluppo agricolo e industriale.

17. L’assistenza alle aree più povere non deve essere data per favorire interessi egoistici di natura politica od economica. Sottolineiamo quanto siano necessari, insieme a ciò, la cooperazione da parte delle autorità e degli abitanti di tali aree, e lo sviluppo del loro sentimento di libertà, iniziativa e responsabilità. Allo stesso fine occorre uno stretto coordinamento tra enti pubblici, imprese private e organizzazioni volontarie

Pace e libertà

18. Nonostante le loro manchevolezze attuali, le Nazioni Unite, fondate su principi liberali democratici e sullo sviluppo di un ethos internazionale comune, meritano l’appoggio di tutti gli uomini in tutti i paesi, allo scopo di farne un’autorità mondiale effettiva, con funzioni chiaramente definite e con reali poteri, capace di far rispettare l’impero del diritto nelle relazioni internazionali.

19. Noi crediamo che i regimi ed i governi conformi ai principi della democrazia liberale servano meglio di ogni altro gli interessi di tutti i popoli, compresi quelli degli Stati che solo oggi vanno prendendo il loro posto nella civiltà tecnologica dei nostri tempi.

20. Noi abbiamo più volte espresso e ribadiamo la nostra convinzione che solo la libertà può assicurare una pace duratura e che una politica estera liberale deve mirare in primo luogo all’ampliamento dell’area totale della libertà in ogni parte del mondo.

21. Per quanto grandi siano le difficoltà, è necessario perseguire l’obiettivo di una riduzione equilibrata, controllata ed effettiva di tutti gli armamenti. Finché un tale obiettivo non sarà raggiunto, le nazioni libere devono cooperare al fine di provvedere una salda protezione contro l’aggressione nucleare o convenzionale.

22. Noi approviamo e favoriamo, in tutti i continenti, i raggruppamenti regionali fondati sulla mutua cooperazione di società libere e tali da condurre alla fusione delle sovranità nazionali. Per poter contribuire nel modo migliore e più efficace alla pace, alla libertà e al benessere del mondo intero, gli Europei hanno, sotto tale aspetto, il dovere imperioso di realizzare un’Europa unita, aperta a tutte le nazioni democratiche del Continente

Natura e necessità del compito liberale

23. Vogliamo infine sottolineare ancora una volta la nostra fede e il nostro ragionato convincimento che il compito di indirizzare a vantaggio dell’uomo la rivoluzione che investe oggi tutto il mondo, è un compito liberale. Esso esige tolleranza e collaborazione nella libertà. Esige concetti liberali, iniziative liberali, partiti liberali capaci di esercitare una influenza determinante sulla politica dei loro paesi. Esige, alla luce dei principi liberali, consapevolezza delle crescenti necessità umane che è imperativo soddisfare.

Noi guardiamo quindi con interesse al travaglio e alle tensioni che si manifestano nei paesi e nei movimenti non liberali. Essi indicano che la necessità della libertà si fa strada anche in circostanze estremamente difficili. Dobbiamo e vogliamo fare tutto quello che è in nostro potere per aiutare la libertà in questa sua lotta

II

Risoluzioni di politica internazionale

L’Internazionale Liberale riafferma la sua convinzione circa l’importanza vitale dell’impero del diritto, quale è previsto nella Carta delle Nazioni Unite sia all’interno degli Stati sia fra gli Stati, come condizione necessaria per la giustizia sociale e per uno sviluppo pacifico a beneficio di tutti i popoli del mondo.

Le Nazioni Unite

L’Internazionale Liberale ritiene che le Nazioni Unite siano una pietra angolare negli sforzi per stabilire quel migliore ordine mondiale che è nostro dovere di ricercare. Dobbiamo fare tutto il nostro possibile internazionalmente e in patria, nei nostri partiti - perché le Nazioni Unite divengano un’autorità mondiale effettiva con funzioni chiaramente definite e con poteri reali che la rendano capace di far rispettare l’impero del diritto fra le nazioni. Così pure è necessario stabilire con precisione i diritti e le competenze delle forze di pace delle Nazioni Unite, comprese le condizioni a cui possono essere ritirate.

Infine, benché l’Internazionale Liberale deplori le recenti azioni cinesi contrarie a tutte le norme accettate di condotta internazionale, essa riconosce che la Cina continentale è stata privata del suo posto nelle Nazioni Unite e ritiene che nell’interesse dell’ordine e della sicurezza del mondo essa dovrebbe esservi rappresentata dal suo governo effettivo, mentre al tempo stesso dovrebbe essere trovata una formula che consenta al governo di Taiwan (Formosa) di restare anch’esso membro delle Nazioni Unite.

Il Medio Oriente

L’Internazionale Liberale ritiene che non vi possa essere pace duratura nel Medio Oriente senza negoziati diretti fra gli Stati Arabi ed Israele, che conducano al riconoscimento dello Stato di Israele, a frontiere garantite internazionalmente, alla garanzia dell’uso del canale di Suez da parte di tutti i paesi, a un trattato di pace e a una soluzione definitiva del problema dei rifugiati. L’Internazionale Liberale ritiene che la sistemazione dei rifugiati è una responsabilità mondiale richiedente un finanziamento internazionale. Nel frattempo, raccomanda ai governi di Israele e della Giordania di prendere gli accordi necessari a mettere gli abitanti della sponda occidentale del Giordano in grado di tornare alle loro case il più presto possibile.

La Grecia

L’internazionale Liberale considera con grave preoccupazione l’emergere di un regime autoritario in Grecia come risultato di un colpo di stato militare. Come liberali, noi crediamo che l’avvenire del popolo greco possa essere assicurato solo conservando i valori essenziali della libertà individuale. Noi domandiamo perciò che si eserciti sulla giunta militare una pressione internazionale allo scopo di restaurare la democrazia in Grecia.

Gli Stati membri del Consiglio d’Europa dovrebbero ricorrere contro il regime dinanzi alla Commissione per i diritti umani per violazione dei suoi obblighi secondo la Convenzione sui diritti umani per violazione dei suoi obblighi secondo la Convenzione sui diritti umani e le libertà fondamentali.

Tutti i liberali dovrebbero aiutare le forze democratiche in Grecia a restaurare la democrazia liberale nel loro paese.

Il Vietnam

L’Internazionale Liberale è gravemente turbata dalla guerra nel Vietnam e dalla sua continua intensificazione e fa appello a tutte le parti interessate nel conflitto perché cessino dai bombardamenti e da ogni altra azione militare, così da rendere possibili senza ritardo un armistizio e negoziati di pace.

L’oppressione comunista

L’Internazionale Liberale fedele alle sue coerenti proteste contro la soppressione della libertà di parola che continua sotto i governi comunisti e fascisti, appoggia in pieno la richiesta di libertà di espressione degli scrittori, artisti e scienziati cecoslovacchi, giunta ora ora alla stampa occidentale, e al medesimo fine difende il diritto alla libertà di espressione di Sinyavsky, Daniel e Bukovsky nell’Unione Sovietica, di Mihailov in Jugoslavia, di Kuron e Modzelewsìi in Polonia e di tutti coloro che soffrono per gli stessi motivi in Spagna e in Portogallo.

L’espansione del Mercato Comune

L’Internazionale Liberale ritiene che poiché l’interesse vitale dei paesi europei industrializzati è l’integrazione, questa formula e non altra debba essere adottata nei riguardi dei paesi che domandano di essere ammessi alla CEE. Ritiene che si debbano perciò realizzare accordi atti a superare difficoltà formali e a permettere l’ammissione alla CEE del maggior numero possibile di paesi dell’EFTA, chiamando così a contribuire all’opera di creare un largo mercato europeo anche quei paesi democratici che non sono attualmente in grado di partecipare ad un’unità politica europea.

L’Internazionale Liberale raccomanda che il progresso economico e la crescente cooperazione economica e sociale raggiunta fra i Sei sia mantenuta e sviluppata attraverso l’espansione della CEE e che a tale fine e con l’intenzione di giungere il più presto possibile a un risultato positivo, siano aperti immediatamente negoziati con la Gran Bretagna e con gli altri paesi che chiedono di entrare nella CEE medesima.

La ricerca scientifica e tecnologica

L’Internazionale Liberale:

- esprime la sua profonda ansietà per la ricerca scientifica e tecnologica nell’Europa occidentale;

- nota che nessun paese europeo, preso separatamente, ha le risorse umane e finanziarie essenziali che occorrono per intraprendere e realizzare tutte le varie forme di ricerca scientifica e tecnologica al più alto livello;

- nota altresì che lo squilibrio fra gli stati Uniti e i paesi dell’Europa occidentale si accentua e si accentuerà ancor più in futuro se i paesi europei non prendono coscienza del pericolo che li minaccia;

- dichiara che una stretta collaborazione fra gli Stati Uniti e i popoli dell’Europa occidentale è una condizione essenziale per uno sviluppo soddisfacente dell’economia europea in quanto aumenterà l’efficienza della ricerca scientifica e accelererà il progresso tecnico nel Continente,

- raccomanda ai partiti liberali in tutti i paesi europei di premere sui rispettivi governi affinché siano prese rapidamente le decisioni relative alla collaborazione umana e finanziaria, ai programmi di ricerca e alla loro applicazione.

I paesi in via di sviluppo

L’Internazionale Liberale saluta con soddisfazione, in ispecie per il mondo industrializzato, il successo del "Kennedy Round" ed è cosciente che è necessario fare ora ogni sforzo per promuovere il commercio e l’assistenza ai paesi in vai di sviluppo su una base il più possibile liberale.

L’Internazionale Liberale nota che nonostante le promesse fatte al principio del "Decennio dello Sviluppo" nel 1960, alcuni dei paesi più ricchi sono ancora lontani dall’obiettivo concordato di un aiuto finanziario dell’1 per cento del loro reddito nazionale. Le dichiarazioni di intenzioni non sono più sufficienti. E’ tempo che le nazioni economicamente più forti siano pronte a dare anche più di tale percentuale non elevata e ad assumere degli impegni fermi alla conferenza dell’UNCTAD a Nuova Delhi al principio dell’anno prossimo.

Fra gl’impegni da considerare rientrano: gli accordi sulle materie prime; la riduzione o l’abolizione dei contingenti d’importazione per le materie prime e i prodotti finiti, provenienti dai paesi in via di sviluppo e diretti ai paesi industrializzati; l’aumento degli aiuti finanziari internazionali in relazione con le fluttuazioni nel provento delle esportazioni dei paesi in via di sviluppo; la provvista di assistenza tecnica su larga scala per facilitare la vendita di prodotti manifatturati dai paesi in via di sviluppo nei paesi più ricchi.

L’Internazionale liberale sottoporrà tutta questa materia a un esame dettagliato nel prossimo futuro.

L’oppressione razziale e la minaccia alla pace e alla libertà dell’uomo nell’Africa del Sud e nel resto del Continente

L’Internazionale Liberale ritiene che l’aggravamento dell’oppressione razziale nell’Africa del Sud costituisca un esempio gravissimo di quel rifiuto della libertà e dei diritti ed istituzioni democratiche in una larga parte dell’Africa e del resto del mondo che minaccia seriamente la pace mondiale.

Per tale motivo l’Internazionale Liberale:

- ritiene che la ribellione nello Zimbabwe (Rhodesia) debba essere oggetto di considerazione urgente; fa appello a tutti i governi perché appoggino pienamente le sanzioni delle Nazioni Unite contro il regime illegale, e al governo inglese perché onori il suo impegno di non concedere l’indipendenza finché non sia stabilito il principio di un governo che rappresenti la maggioranza della popolazione;

- domanda ai governi membri delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali di premere sul Portogallo perché conceda l’indipendenza al Mozambico e all’Angola;

- domanda a tutti i governi di esaminare, nella prospettiva di un blocco mondiale, gli effetti di un blocco economico totale della Repubblica Sudafricana sulle loro proprie economie;

- impegna il suo appoggio morale a coloro che lottano nell’Africa del Sud per i principi della democrazia liberale;

- raccomanda ai partiti liberali di premere sui loro rispettivi governi perché concedano borse di studio a quegli africani a cui è negata in patria la possibilità di istruirsi.

L’Internazionale Liberale fa altresì appello a tutti i governi membri delle Nazioni Unite perché esercitino la loro influenza allo scopo di stabilire prontamente la pace e la libertà per tutti gli uomini nel Congo, in Nigeria e nel Sudan, come contributo fondamentale allo stabilimento dei diritti fondamentali dell’uomo in tutto il Continente.

 

St. Catherine’s College - Oxford, settembre 1967

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