La lista unitaria di Prodi



Romano Prodi – che nel ‘96 vinse anche con i voti liberali - ha auspicato che alle elezioni Europee 2004 vi sia una lista unitaria dell’Ulivo senza le sigle dei partiti. A questa proposta vorrei avanzare due obbiezioni.

In chiave europea. Nel centro sinistra vi è la stessa idea forte di Europa e le differenze tra popolari, socialisti e liberali persistono evidenti. L’ampia convergenza sulla Bozza Giscard – che speriamo sia rispettata dalla Conferenza Intergovernativa – non deve essere la tomba del dibattito politico tra i differenti filoni culturali sulle grandi questioni che la UE allargata dovrà affrontare. Non solo. Anche la nuova Costituzione non prevede un governo europeo eletto dai cittadini e dunque cade questo motivo per la lista unitaria del’Ulivo.

In chiave italiana. Qualche dietrologia può esser sempre esplorata (ad esempio contrastare D’Alema che vede in Prodi il leader, alle politiche, di una coalizione allargata di centro sinistra e non di un partito unico) Comunque, la sostanza è che Prodi ha rispolverato il progetto dell’ulivismo indistinto, che noi liberali non condividiamo. Anzi, lo riteniamo la causa essenziale dello sfaldarsi della progettualità del centrosinistra, che ha portato Berlusconi al potere e corre il rischio di lasciarcelo Le piattaforme programmatiche indispensabili per candidarsi al governo non presuppongono il partito unico, caso mai il contrario: un partito può nascere solo da solida comunanza di cultura e di scelte politiche comuni nel tempo.

In vista delle europee 2004, la strada percorribile senza fughe in avanti è semmai un’altra. I partiti del centro sinistra dovrebbero da un lato dare indicazioni condivise su alcuni punti essenziali per la futura Europa; dall’altro dovrebbero impegnarsi anche in Parlamento per introdurre una soglia del 5% su base nazionale nel calcolo di quanti deputati europei eleggere, per adottare il sistema delle primarie come criterio di scelta dei candidati, per abolire le preferenze. In questo modo i diversi soggetti del centro sinistra dimostrerebbero la concreta capacità di affrontare riforme significative per la presenza italiana in Europa e in prospettiva di costruire un’alternativa credibile al centro destra in Italia.



Raffaello Morelli

Segretario Federazione dei Liberali