Riportiamo l’intervista del Corriere della Sera a Pat Cox, già Presidente del Gruppo parlamentare ELDR e attualmente Presidente del Parlamento Europeo.
“Prodi e Berlusconi, basta con le polemiche italiane”
C’è il rischio di danneggiare, se non addirittura di compromettere tutto il lavoro di questi mesi. I risultati della Conferenza intergovernativa, innanzitutto, che sta preparando la Costituzione della nuova Europa. E poi la credibilità della politica estera dell’Unione in tema di diritti politici e di tutela dell’ambiente. Infine la tenuta stessa dei rapporti istituzionali nel “triangolo” tra la Commissione, il Parlamento e la Presidenza di turno, oggi in mano all’Italia. Dalla sua casa di campagna il Presidente del Parlamento europeo, l’irlandese Pat Cox, spezza la domenica in famiglia, per “lanciare un appello” A Silvio Berlusconi e a Romano Prodi. “Mettete da parte le polemiche, lasciate perdere le polemiche dei vostri sostenitori in Italia e concentratevi, invece, sulle sfide fondamentali che attendono l’Europa da qui alla fine dell’anno”.
Le parole di Cox riflettono quel misto di stupore e di preoccupazione con cui da Bruxelles si guarda all’intensità crescente dello scontro tra Berlusconi e Prodi. Visti dalla “ capitale europea” gli avversari della prossime elezioni politiche italiane sono ( e restano pur sempre) il presidente di turno dell’Unione e il numero uno della Commissione.
Il vertice Ue-Russia si è risolto in un nuovo battibecco tra Berlusconi e Prodi.
“Intanto vorrei dire, a nome dell’intero Parlamento, che non mi è affatto piaciuto il documento con cui si è concluso quel vertice. Nel testo non c’è alcun riferimento al rispetto dei diritti umani e politici in Cecenia. E manca anche la sollecitazione che l’Unione Europea rivolge alla Russia affinchè sottoscriva il protocollo di Kyoto sull’inquinamento ambientale. Un passo decisivo per rendere operativi quei limiti alle emissioni tossiche su scala mondiale”.
Che cosa produrrà in termini politico-istituzionali questa sua irritazione?
“ Lo ripeto: non è solo mia. Tutti i gruppi parlamentari , dai Popolari ai Verdi, avevano chiesto alla Presidenza di turno italiana di prevedere nelle conclusioni del vertice questi due temi che noi consideriamo fondamentali: rispetto dei diritti civili in Cecenia, contributo della Federazione russa alla tutela dell’ambiente. Gli atti parlamentari sono chiarissimi. Non possono esserci dubbi o equivoci. Adesso aspetto una risposta formale da parte di Berlusconi”.
Lo vuole in Parlamento?
“Scelga lui il metodo: ma vogliamo sapere perché nel documento è sparito qualsiasi riferimento alla Cecenia e al protocollo do Kyoto. Un chiarimento è indispensabile”.
Prodi sostiene di aver sollevato i problemi nel corso del vertice. palazzo Chigi smentisce e Forza Italia reclama le dimissioni del Presidente della Commissione. Se non è una crisi istituzionale, poco ci manca.
“ La situazione è preoccupante. Ma non voglio e, come presidente dell’Europarlamento, non posso commentare le vicende di politica interna italiana”.
Interna fino a un cero punto: la polemica investe direttamente il rapporto tra il presidente di turno dell’Unione e il presidente della Commissione europea.
“ L’unica cosa che posso dire a Prodi e a Berlusconi è di lasciare da parte le polemiche alimentate dai loro rispettivi sostenitori in Italia e di concentrarsi, invece, sulle grandi sfide che ci sono davanti”.
Vuol dire che c’è il rischio di compromettere il lavoro della Conferenza intergovernativa?
“ Noi tutti, e quando dico “tutti” intendo il Parlamento, i governi, la presidenza di turno, la Commissione. Noi tutti, dicevo, ci siamo impegnati a collaborare per raggiungere un traguardo fondamentale, come è quello della nuova Costituzione per l’Europa. E’ chiaro che in questa fase il ruolo di Berlusconi, cui spetta la guida della Conferenza intergovernativa, è molto delicato. Anche la funzione di Prodi è importante ai fini della buona riuscita della Conferenza. Quindi mi aspetto che ora tutti concentrino gli sforzi su questo”.
E’ pensabile che alla fine la contrapposizione tra Prodi e Berlusconi si trasformi in uno scontro istituzionale senza precedenti?
“ Non è pensabile e non voglio neanche pensarlo”.
Giuseppe Sarcina
Corriere della Sera , 10 novembre 2003