KAROL BATTE GIULIANO


Un brano di Gian Enrico Rusconi dall'articolo

KAROL BATTE GIULIANO

"TUTTI sanno che sono un fan del Papa" - dice Giuliano Amato



In Italia la distinzione tra laici e cattolici sta diventando sempre più importante e problematica di quella tra sinistra e destra. La religione-di-Chiesa (la versione tutta italiana del monoculturalismo religioso) intasca i dividendi dell'estinzione della cultura laica di tipo tradizionale e gode di grande influenza in entrambi gli schieramenti politici. Quindi mira legittimamente a trasformare questa influenza in risorsa politica diretta su temi cruciali di etica pubblica. In questo contesto la cultura laica, se vuole riguadagnare forza, non deve limitarsi a ribadire le ragioni del suo "credere" o "non credere", ma deve mettere a fuoco il punto eluso da molti suoi interlocutori cattolici: che in democrazia la piattaforma dell'etica pubblica non può essere che laica. Al di là del credere/non credere. E' basata cioè sullo scambio di argomenti e sull'osservanza di procedure, secondo il principio etsi Deus non daretur , ovvero "come se Dio non ci fosse". Questo non è affatto un principio surrettiziamente ateistico (come lamentano i cattolici) ma è l'assunto secondo cui l'etica pubblica si fonda sullo scambio di ragioni dotate di capacità di reciproco convincimento, non sul riferimento d'autorità, per quanto prestigiosa essa sia. Questo atteggiamento laico da noi è tutt'altro che ben argomentato. E' qui invece che si gioca la laicità.


La Stampa, 30 maggio 2000