BERLUSCONI, LA SINISTRA E I PM


Intervento di Raffaello Morelli nel Forum sul sito di Repubblica

Su Berlusconi e PM, se il dibattito vuol essere proficuo, occorre smetterla di usare il metro dello stare di qua o di là. Hanno torto tutti e due. Berlusconi per il rilevante conflitto di interessi che per una convivenza liberale è pericoloso di per sè, come un cancro, a prescindere dalla buona o cattiva fede dell\'interessato. E molti PM (non tutti ma neppure pochissimi), guidati dal loro vero leader e ideologo Saverio Borrelli, per comportamenti , anche nell’esercizio delle loro funzioni, oggettivamente al di fuori delle leggi.

Il supposto comunismo di Borrelli è l’invenzione di una destra maniacale, ma la pretesa di avere radici liberali è l’inaccettabile tentativo del Procuratore Borrelli di nascondere suoi comportamenti fuori della Costituzione.

In un ordinamento liberale, il cittadino Borrelli ha il pieno diritto politico di sostenere una concezione illiberale dello Stato (primato dei PM, carcerazione preventiva come strumento di prova, soggezione della Corte Costituzionale agli staff delle procure, presunzione di colpevolezza). Questo diritto non lo ha, invece, il Procuratore Borrelli, specie quando è nell’esercizio delle sue funzioni. Neanche quando si trova di fronte ad un caso di evidente e grave conflitto di interessi.

A questa destra - che governa del tutto legittimamente ma allontanandosi dalla liberaldemocrazia - bisogna resistere sì, ma organizzando una resistenza liberale e non una resistenza illiberale fondata sul giustizialismo, in versione aristocratica o popolare che sia. A sinistra si dovrebbe smettere di demonizzare Berlusconi e di adorare Borrelli e , rinunciando alle rivincite giudiziarie o di piazza, preoccuparsi piuttosto di concorrere con il mondo laico e i popolari ad elaborare un progetto credibile per un\'altra Italia.

Successivi interventi di Raffaello Morelli sempre nel Forum sul sito di Repubblica

A Maria devo osservare che la sinistra, più che fare un uso politico della giustizia, finisce per accodarsi a chi lo fa, e cioè i giacobini e i giustizialisti. E non per caso, quando aveva la maggioranza, la sinistra non ha concluso né la riforma della giustizia né l’approvazione di una seria legge sul conflitto di interessi. Perché affidarsi al diritto delle regole vuol dire mettere al primo posto la convivenza tra i diversi individui/cittadini, mentre giacobini e giustizialisti privilegiano la verità del politicamente corretto, dell’essere come a loro pare si debba essere, e sono poco interessati a stabilire regole di funzionamento. Allo stesso modo, la sinistra si accoda ai demonizzatori di Berlusconi, senza riuscire ad avere un compiuto rapporto di opposizione democratica, dura ma propositiva. Per questa via non si costruisce la resistenza liberale e non si sconfigge il centro destra.

Non è poi accettabile il malinteso, forse inconsapevole ma grave, di Nicola 63 , che confonde i giacobini con i liberali, anche di sinistra. Micromega, Bocca, il direttore dell’Unità sono una tipica fauna giacobina che, come i religiosi, è attenta solo alla "verità" più che ai diritti dei cittadini ed equipara lo Stato liberaldemocratico allo Stato onnipotente. La responsabilità politica della sinistra discende dal frequente abbandono del confronto politico per accettare come terreno di scontro quello scelto dai giacobini (aule di giustizia e piazza), su cui Berlusconi procede in carrozza. Certo, per costruire un confronto politico credibile, la sinistra e gli ulivisti dovrebbero anche accettare l’apporto dei gruppi laici ( più attrezzati per combattere il centro destra senza compromessi sul terreno della società liberale ) ed invece li hanno del tutto liquidati ( precorrendo i consigli di Ferrara) illudendosi di potersi a loro sostituire senza danno ( ma qualcuno pensa davvero che Veltroni, D'Alema, Fassino, Mussi, Castagnetti, Bindi, Salvi, Vattimo, Folena, Cofferati, e via dicendo, possano passare per liberaldemocratici ?) . Insisto. Occorre resistere sì, ma costruendo una resistenza liberale fatta di proposte e di comportamenti coerenti.

Gennaio 2002, seconda metà