A differenza dei principali paesi europei, lItalia non ha una rappresentanza parlamentare autonoma dellarea liberal-democratica-riformatrice ed è uno stato dove la divisione dei poteri e delle funzioni pubbliche è ancora solo unenunciazione inattuata.
1.Vogliamo raccogliere la sfida di costruire unAREA LIBERAL che costituisca lopposizione liberale e sviluppi la Grande Alleanza dei Liberali, Democratici e Riformatori imperniata sul primato della libertà per avviare la riforma e lammodernamento della Repubblica; lobiettivo è uno Stato che garantisca ai cittadini il diritto alle proprie scelte di vita senza imporre comportamenti dettati da particolari comunità politiche, ideologiche o religiose.
2.Vogliamo realizzare una vera e completa divisione dei poteri e delle funzioni pubbliche, unincompatibilità assoluta tra mandato parlamentare e incarichi di governo, una diffusione delletica della responsabilità ad ogni livello della pubblica amministrazione.
3. Vogliamo realizzare un vero stato di diritto in cui il potere legislativo, quello esecutivo, lordine giudiziario, il mondo economico e le strutture mediatiche operino ciascuno in un proprio ambito bonificato dai conflitti di interesse e si controllino a vicenda attraverso regole chiare e severe; una giustizia in cui i giudici siano indipendenti dai pubblici accusatori ma anche dalle pressioni politiche; un nuovo sistema di garanzie costituzionali che tenga conto dal sistema elettorale maggioritario.
4.Vogliamo una scuola laica che educhi al senso critico e formi soprattutto buoni cittadini della Repubblica.
5.Vogliamo una economia di mercato fondata sulla libera concorrenza e garantita da inflessibili regole di trasparenza sulle imprese e sui rapporti tra di esse, a tutela degli imprenditori, dei risparmiatori e dei consumatori; un nuovo sistema di norme per un intervento dello Stato che, senza orientare il mercato verso direttrici prefissate, ne moderi gli eccessi "anarchici" per garantire una equa tutela ai gruppi sociali più deboli e marginali, quali giovani senza prima occupazione, anziani, portatori di handicaps; una politica di cessione sul mercato di tutte le partecipazioni azionarie del Tesoro e di riduzione delle partecipazioni pubbliche nelle aziende municipalizzate a partecipazioni di minoranza senza poteri di controllo; una politica di robusti investimenti in una università liberata dalle baronie universitarie e in un una ricerca scientifica autoregolamentata e libera da vincoli di ordine religioso; una politica internazionale volta a cogliere le opportunità della globalizzazione anche a favore dei popoli meno fortunati, attraverso la diffusione delle conoscenze, degli investimenti e labolizione dei protezionismi dei paesi più ricchi.
6.Vogliamo unUnione Europea che fondi la sua costituzione sui valori di cittadinanza avviati dalla rivoluzione francese - libertà, tolleranza, laicità dello Stato - e che adotti strutture istituzionali atte ad andar oltre i rapporti tra Nazioni e a far crescere ancora il grande disegno della collaborazione di culture diverse.
Sulla base di questi sei impegni, puntiamo a vincere il senso di frustrazione di tanti cittadini italiani consapevoli che le proprie capacità di lavoro e il proprio sapere non possono oggettivamente competere a livello globale per le arretratezze della macchina pubblica. Vogliamo far tornare a votare per dare rappresentanza nelle scelte a quanti oggi se ne sentono privi.
Al fine di dare stabilità al rapporto tra i gruppi e movimenti che vogliono creare questa Grande Alleanza per la riforma e lammodernamento della Repubblica ed irrobustire la formazione della rete di cittadini che vogliono rappresentare le proprie opinioni, viene deciso di dar vita, regione per regione, a una Conferenza Permanente dellAREA LIBERAL ( Liberali, Democratici, Riformatori ) tra i rappresentanti dei movimenti intervenuti a Laterina e di costruire un portale comune per diffonderne anche a livello telematico le iniziative e le proposte.
Laterina 20 ottobre 2002