LA GRANDE ALLUCINAZIONE
Un gruppo di inconsolabili reduci di Gargonza 1 , guidati da Omar Calabrese, Rosi Bindi, Laura Pennacchi , Lapo Pistelli, Ermete Realacci, Claudia Mancina, lo storico Scoppola, Tana de Zulueta, ha annunciato una Gargonza 2 per fine settembre ( il 23 e 24). Non hanno spiegato bene se per rievocare la simpatica atmosfera tra il goliardico e il conventuale del marzo 97 oppure per celebrare un nuovo rito propiziatorio della grande allucinazione dellulivismo.
I primi messaggi fanno presagire il peggio. "Non vogliamo la fotocopia dellUlivo 1996" hanno detto, per poi precisare " siamo accomunati dallidea che il centrosinistra sia ancor oggi un grande progetto politico e non una pura somma di partiti". Ma allora sembra che si voglia rilanciare lulivismo, quella allucinazione che è riuscita a seccare lulivo 96 in venti/trenta mesi vincendo anche la tanto decantata robustezza della pianta.
La perversione dellulivismo sta nel negare le identità politico-culturali delle diverse componenti ( secondo alcuni addirittura lo stesso concetto di diversità ) e nel voler fare di un progetto politico - limitato nel tempo, nello spazio e nella proposta programmatica - una missione epocale cui i contraenti il patto devono giurare eterna obbedienza e sacrificare la loro anima. Lesperienza dice il contrario. Sono le identità politico culturali che possono costruire ( se hanno la capacità ) il progetto politico, non viceversa. Il progetto politico non nasce dal deserto delle identità. A meno che non si pensi ad una sorta di rivelazione religiosa, con tanti saluti alla concezione laica dello Stato repubblicano.
Finché il mondo del centro sinistra , nelle sue anime tradizionali di sinistra e in quelle degli altri filoni, continuerà a rincorrere le allucinazioni, lelettorato moderato più centrale tenderà alla rassegnazione dellastensionismo. Berlusconi ringrazia per il gratuito favore.
Roma 24 giugno 2000