Il peccato originale dell'informazione TV
di FRANCO DEBENEDETTI
(La Repubblica, 22 agosto 1999)
“
…… Bisogna dunque essere coscienti…. che rimane irrisolta la distorsione
che produce (gli sbagli) :quella del nostro sistema televisivo. Perché è già
di per sé distorcente la presenza di un operatore pubblico, quando un bene o un
servizio può essere offerto dal mercato concorrenziale; nel caso nostro poi,
alla distorsione sul piano della concorrenza tra imprese si aggiunge quella sul
piano politico, l’inestricabile intreccio tra pubblici poteri e televisione
pubblica.
Questa
è l’anomalia italiana, e non si giustifica dicendo che è speculare
all’altra, quella del maggiore azionista di Mediaset che è capo
dell’opposizione. Non si giustifica per motivi storici, perché al principio
c’era il monopolio RAI ed è stata un’opportunità di attaccarlo quella che
Berlusconi ha saputo cogliere e che ne ha consentito l’ascesa. Ma soprattutto
è ingiustificabile per motivi istituzionali: per garantire la concorrenza, per
eliminare posizioni dominanti, per regolare gli intrecci tra politica e media lo
Stato deve usare il potere della legge, non contrapporre la propria azienda, la
propria dominanza, i propri intrecci.
La
commistione politica-televisioni è un’anomalia: ma tocca per primo allo Stato
eliminare quella che lo vede protagonista e di cui è responsabile. Tocca alla
sinistra al Governo farlo: Berlusconi non potrà mai privatizzare la RAI,
vendere il 100% delle reti commerciali del suo concorrente. Al conflitto di
interessi di cui è portatore si aggiunge questo, di cui nessuno parla, la sua
impossibilità a risolvere il problema televisivo che condiziona la vita
politica italiana.
E
invece non è ciò che la sinistra al Governo intende fare: il maxi emendamento,
praticamente un nuovo disegno di legge, che il Governo ha presentato sulla
regolamentazione nel settore delle telecomunicazioni, prevede che la RAI sia
trasformata in una fondazione, la quale venderà ai privati quote di minoranza
delle reti mantenendone il controllo: la solita pubblicizzazione di risparmio
privata gabellata per privatizzazione. Con il che la natura pubblica della RAI
viene eternata, e un settore industriale di fondamentale importanza vedrà per
sempre la pseudo-concorrenza tra un privato che prospera all’ombra di un
pubblico inefficiente…. “