Le tasse possono scendere
di ENRICO DEAGLIO
(La Stampa, 7 agosto 1999)
Ecco
un bel rebus d'agosto: è stato
annunciato ieri che la produzione industriale sta scendendo, ma , come sappiamo
da dati precedenti l'occupazione complessiva sta invece crescendo.
E, pur calando la produzione industriale il Fisco incassa molto mi più.
Come si possono conciliare queste notizie contraddittorie ? Come sta veramente
andando 1'economia nel momento in cui 19 milioni di italiani sono in ferie ?
Occorre
considerare che l'andamento della
produzione industriale ha
smesso di essere un ottimo indicatore
della salute dell'economia. Non per nulla, viviamo in quella che viene definita
come una società postindustriale. Attività nuove, in forte crescita per
produzione ed occupazione, come le comunicazioni
con i telefonini, i servizi finanziari, le trasmissioni televisive
non fanno parte dell'industria e non figurano nell'indice. E' quindi
pressoché certo che le cose vadano meglio
di quanto risulta dai dati della sola attività industriale.
Questa
supposizione meno pessimistica è confortata dagli introiti del Fisco, cresciuti
ben aldilà delle previsioni ( quasi 33 miliardi in più nel periodo
gennaio-maggio). In parte, ciò è sicuramente dovuto a una minore inefficienza
dell'apparato tributario che, grazie a controlli di tipo elettronico, per la
prima volta sembrano in grado di affrontare seriamente il problema
dell'evasione. In parte, però, non può non
derivare da un aumento generale anche se modesto, nell'attività produttiva e
dei consumi. L'imponente spettacolo degli italiani che si riversano nei luoghi
di vacanza non è certo quello di un Paese in crisi; è quello di un Paese che
comincia a uscirne.
Qui
entra in gioco la politica economica: appare ornai chiaro che esiste qualche
spazio imprevisto per ridurre le imposte. Il governo deve utilizzare questo
“regalo” che ha ricevuto dalla congiuntura per provvedimenti di sgravio
fiscale che stimolino maggiormente crescita e occupazione, soprattutto nel
Mezzogiorno. Deve resistere alla forte tentazione di rinviare confronti
politicamente scomodi, come quelli sulle pensioni, solo perché la situazione
finanziaria è un pò migliore del previsto e deve incoraggiare nuovi
investimenti e sbloccare grandi progetti.
Occorre
evitare, insomma, che questi vantaggi inaspettati si dissolvano come nuvoletta
estive o vadano a beneficiare i gruppi di interesse più forti senza stimolare
adeguatamente l'economia. Non è una questione di poco conto e non è una
questione soltanto economica: sulla possibilità di rimettere rapidamente in
moto la crescita questo governo e la sua maggioranza si giocano la
sopravvivenza.