Un 13 maggio a Fatima


Di nuovo a Fatima, di nuovo un 13 maggio, il Papa ha inteso compiere un altro atto spettacolare che allungasse la già lunga corona della sua predicazione urbi et orbi. Egli prosegue con energia e determinazione, nonostante l'età e la malattia, nel segno del suo pontificato, che è diffondere il credo cattolico e un messaggio di speranza nel Dio che si è fatto Uomo.


Come liberali abbiamo un grande rispetto per i capi religiosi e in particolare per quelli, come Giovanni Paolo II, che sanno comunicare il mistero della loro fede e corrispondere al bisogno di religiosità che fa parte dell'intima natura umana. Siamo però convinti che non è quella della religione la strada per costruire in terra gli strumenti e le istituzioni capaci di far crescere una convivenza civile sempre più ricca tra cittadini liberi dalle schiavitù del corpo e dell'anima. E dunque, di fronte al dilagare delle celebrazioni massmediologiche dell'evento di Fatima, riteniamo utile un richiamo al senso critico, che resta il cuore della libertà.
Per questo riportiamo un articolo di Sebastiano Vassalli ( Corriere della Sera, 15 maggio 2000 ) che sul nuovo evento di Fatima svolge alcune considerazioni ragionate.