In spiaggia con i referendum
La novità estiva è la presenza in spiaggia, insieme
agli ombrelloni, dei tavoli per la raccolta delle firme dei referendum di Alleanza
Nazionale e di Pannella Bonino. Come fenomeno di costume, è cosa positiva perché fa
ricordare che questa stagione non è di per sé una zona franca dalla politica. Nel merito
dei referendum, il giudizio non può che essere diversificato.
Il referendum per l'abolizione della quota proporzionale deve essere senz'altro
sostenuto perché si tratta della battaglia liberale di tutto il decennio e perché
occorre combattere l'idea, culturalmente e tecnicamente sballata, secondo cui in Italia i
piccoli gruppi politici devono essere fisiologicamente contro il maggioritario e a favore
della proporzionale ( nel presupposto che fare politica sia solo un mezzo per difendere la
propria corporazione e non per organizzare la convivenza).
Il referendum per l'abrogazione della
legge sul finanziamento pubblico dei partiti solleva diverse perplessità, dal momento che
il vero obiettivo dei promotori appare non tanto il cambiamento di questa legge ( che
sarebbe giusto) quanto il cavalcare la moda del rifiuto dei partiti come associazione politica ( che è pericolosamente illiberale).
Quanto alla nuova batteria di referendum
Pannella Bonino, prima ancora di una valutazione politica dei singoli quesiti ( per
qualcuno positiva, per diversi altri no ) si
impone un giudizio assai negativo per il compito strumentale loro apertamente attribuito
dagli stessi promotori. Questi referendum sono concepiti come la presunta occasione per
far prevalere la volontà del cittadino contro il parlamento dei partiti. E già questo è
per i liberali gravissimo, perché la storia ha insegnato che governare con la democrazia
diretta ha esiti fatali per la stessa democrazia. Parlamento e referendum non
rappresentano usurpatori ed usurpati ma solo due strumenti ( complessivo il Parlamento e
più circoscritto e mirato il referendum) per meglio far funzionare la macchina
istituzionale. Quando si mettono i referendum contro il Parlamento e se ne presentano
diecine a getto continuo come strada maestra della rivoluzione liberale, si tenta solo un
colossale imbroglio. E i liberali sono contro gli imbrogli, in privato e in pubblico.
28 agosto 1999