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Verso il Papa nessuna polemica


Lunedì 30 maggio il Papa è intervenuto ufficialmente in appoggio all’invito del Cardinale Ruini ad astenersi dal voto nel referendum sulla procreazione assistita.

I liberali – che per il voto al referendum sostengono i 4 SI distinti – non condividono il discorso del Papa ma non lo giudicano e non polemizzano.

Per coerenza culturale, perché in una società liberale un capo religioso può indirizzare liberamente messaggi ai suoi fedeli.

Per opportunità politica, perché fare del Papa un partito concorrente darebbe agli avversari della laicità il pretesto per lamentare attacchi alla libertà religiosa e per invocare il mantenimento della legge 40 a difesa dei cittadini ostili al relativismo.

Tutti i liberali e i laici devono difendere la laicità delle istituzioni compromessa dalla Legge sulla fecondazione assistita, riaffermando il dovere dei cittadini, credenti e non credenti, di votare per poter decidere in piena autonomia e senza imposizioni di legge, sulle questioni della fecondazione.

Passato il referendum, e qualunque ne sia l’esito, i liberali e i laici devono riprendere presto la lotta per arrivare all’abrogazione del Concordato, uno strumento che distorce i rapporti tra Stato e Chiesa e che oltretutto la Chiesa viola a suo piacere su punti essenziali.

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