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Domenica 16 i liberali, invece di andare alla Sagra della Castagna, dovrebbero andare a votare per la Primaria2005 dell'Unione. Per almeno tre ragioni. Primo perché, nonostante i difetti obiettivi e l'interessato scetticismo degli avversari, la Primaria2005 è un momento di partecipazione e la partecipazione è un carattere essenziale della cittadinanza liberale, tanto più significativo oggi che il paese viene da una lunga stagione segnata dalla spinta a ridurre occasioni e spazi di discussione e di scelta politica. Secondo perché la Primaria2005 costituisce la plastica manifestazione del nuovo corso dell'Unione iniziato lo scorso 16 giugno, non più anticamera del partito unico ma coalizione proposta di governo, non più strumento di plebiscito ma apertura ad una procedura programmatica democratica. Terzo perché il nostro impegno per preservare in Italia il liberalismo come sostantivo irriducibile che indica principi, metodi e comportamenti politici internazionalmente noti, è dirimente quanto alle elezioni 2006: l'alleanza di centro destra, per il suo fondamento politico culturale è naturalmente distinta dal liberalismo e per la sua pratica di governo è con esso del tutto incompatibile. 

Proprio la necessità di liberare l'Italia dal pernicioso processo di diseducazione civile avviato dalla tangibile esperienza del governo Berlusconi, porta i liberali a non nascondersi che il progetto dell'Unione è ancora assai generico, che persistono l'indulgenza verso i richiami statalisti e una cautela eccessiva nell'anteporre le questioni di libertà, che spesso nel centro sinistra prevale l'inclinazione autolesionista a non riconoscere e comunque a sottovalutare la capacità attrattiva di Berlusconi. Non si può battere il centro destra affrontandolo sul terreno delle capacità mediatiche del capo oppure puntando solo sulla demonizzazione senza preoccuparsi di essere convincenti sulla propria proposta di governo e sul fare squadra. La Primaria2005 è appunto l'avvio di un procedimento costruttivo che attraverso la partecipazione porti ad irrobustire la composizione, l'immagine e il programma della coalizione di centro sinistra, così giungendo a vincere le elezioni nazionali nelle urne e non solo nelle proiezioni di precedenti elezioni di altro livello o nei sondaggi della vigilia.

Saranno questi i criteri che guideranno i liberali nel voto alla Primaria2005, non la tradizionale prospettiva di schieramento ideologico. La cosa decisiva non è il nome del vincitore. Il pericolo sarebbe regredire alla logica plebiscitaria o a quella del partito unico. L'importante è che si creino le condizioni perché il candidato che arriva primo sia spinto a tener conto del metodo della discussione aperta e delle complessive indicazioni politiche comunque emerse dal voto. Per noi liberali ce ne è una che è divenuto essenziale far emergere. La laicità delle istituzioni come garanzia della separazione delle scelte politiche dalle questioni religiose, che è la strada maestra per contrastare efficacemente l'attuale drammatica sfida dei fondamentalismi, quotidianamente favorita dalla baldanza degli atei devoti e delle tesi neoclericali enunciate da sedicenti laici in carriera. 

Per i liberali, il voto alla Primaria 2005 è un passo sulla strada dello sforzo per ampliare la coalizione dell'Unione in modo che comprenda formalmente i liberali in quanto tali. Questa era da tempo la nostra convinzione. Il nuovo tipo di legge elettorale maggioritaria ( perché, al di là della propaganda, di questo si tratta) la rende anche un oggettivo obbligo tecnico politico per accreditare la coalizione presso quei cittadini “laici e critici” che cercano di più dell'antiberlusconismo e chiedono più attenzione alle questioni di libertà. 

Con i migliori saluti

Raffaello Morelli
Federazione dei Liberali
Roma 14 ottobre 2005
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